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Giorgione - Castelfranco Veneto Museo Casa Giorgione. 12 Dicembre 2009 - 11 Aprile 2010
Castelfranco Veneto celebra con un evento imperdibile il grande artista.

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CIMA da CONEGLIANO - Poeta del Paesaggio - Conegliano Palazzo Sarcinelli 26 Febbraio - 2 Giugno 2010
Dove l'amore per la propria terra si fa arte... Giovanni Battista Cima torna a Conegliano

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CINQUECENTENARIO DELL’APPARIZIONE DELLA MADONNA DEI MIRACOLI 1510-2010
Marzo 2010 – Marzo 2011 Un anno di Mostre, Convegni ed Eventi a Motta di Livenza. “Bon dì e bon Anno..” Con queste parole una giovinetta salutò il contadino Giovanni Cigana il 9 marzo 1510. La Basilica della Madonna dei Miracoli rappresenta un edificio importantissimo per la devozione popolare; costruita a seguito dell’apparizione della Beata Vergine Maria a Giovanni Cigana il 9 marzo 1510.

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NEI DINTORNI
Lungo il Piave, fiume sacro alla Patria
Da sempre il Piave, segnando un limite naturale, è stato teatro di grandi battaglie.
La più cruenta e famosa avvenne durante la Grande Guerra del 1915-'18, quando il fronte si attestò lungo le sue sponde e scontri epici (segnati sulla cartina) si combatterono senza esclusione di colpi sino alla vittoria degli italiani.

Il Fiume e la sua storia
Grandiosi sconvolgimenti naturali sono all’origine del Piave: glaciazioni, frane, rovinose inondazioni e frequenti cambiamenti del corso.
Rappresentando una grande risorsa economica, all’inizio del XX secolo, il rapporto fra il fiume e l’uomo era ancora molto stretto. Scivolando sulla rapida e insidiosa corrente, guidate da uomini rudi e coraggiosi, le zattere, com’era avvenuto sin dai tempi dei romani e in seguito della Repubblica di Venezia, scendevano veloci per raggiungere il mare.
Il declino del fiume cominciò alla fine dell’ottocento con l’avvento della ferrovia e il trasporto su rotaia, sicuro e veloce, sostituì quello fluviale, arcaico e romantico.

Ernest Hemingway
Il grande scrittore americano, partecipò alla grande guerra in Italia arruolandosi come volontario della Croce Rossa nel maggio 1918.
Partendo dal Ronchetto, attraverso un suggestivo itinerario che si snoda lungo il Piave e che si può percorrere in bicicletta, è possibile raggiungere il luogo in cui Hemingway, nella notte dell’otto luglio 1918, fu ferito lungo le sponde del Piave.
Una stele, posta sull’argine di Fossalta di Piave (Ve), ne indica il punto preciso.

Salgareda
Salgareda vanta origini antichissime, risalenti al periodo neolitico (II - I millennio a. C.). Infatti, numerosi ritrovamenti archeologici nei dintorni testimoniano come il luogo fosse abitato fin dai tempi preistorici.
I reperti risalenti archeologici, risalenti al periodo romano, testimoniano come Salgareda si trovasse a fare da crocevia per i traffici che si snodavano tra i fiumi Piave e Livenza.
Nel 1339, con l’annessione di tutta la Marca Trevigiana alla Repubblica Veneta, Salgareda con i paesi limitrofi divenne parte della Podesteria di Oderzo.
Al  periodo della Serenissima corrispose un grande splendore: i nobili Gritti, Gradenigo, Foscari, Melchiori, Correr, Giustinian, che nella zona avevano vaste proprietà fondiarie, vi costruirono le loro sontuose dimore di campagna. Tra queste va ricordata la villa Giustinian (ora Molon – Traverso), che nel’700, ospitò il celebre pittore veneziano Gabriel Bella che vi dipinse le magnifiche “Scene di vita Veneziana” ancor oggi ammirate alla prestigiosa pinacoteca Queriniana nella città lagunare. I veneziani promossero notevolmente la coltivazione della vite, da cui si ricavavano i pregiati vini,  ancora oggi apprezzati e ricercatissimi. In riva al Piave, in via Gonfo 4, sorge la casa “delle fate” che fu abitata da Goffredo Parise dal 1970 al 1981. In questo luogo, il celebre scrittore di origine vicentina, compose I Sillabari, capolavoro della letteratura del secondo 900.

Venezia
Fondata agli albori del VII secolo dagli abitanti di Oderzo, Altino e Padova che fuggivano dalle invasioni barbariche, nel giro di qualche centinaio d’anni divenne uno stato potente e ricco, che si estendeva su buona parte dell’Italia del Nord, le coste della Dalmazia sino alla Grecia. Dal XII al XV secolo, epoca della sua maggiore potenza, Venezia si seppe imporre come regina dei traffici marittimi. In questo periodo la città lagunare era una delle più abitate d’Europa, diventando un crogiolo di culture e popoli di cui rimane  Il ricordo nella toponomastica: Fondaco dei Tedeschi, Rio dei Greci, Fondamenta dei Turchi, Riva degli Schiavoni ecc.
Con la IV Crociata Venezia costituì un vasto impero coloniale nella penisola balcanica e nell'Egeo che resistette anche al ripristino dell'impero bizantino nel 1261, ma inasprì la rivalità con Genova, il che diede luogo ad epiche battaglie navali.
La Repubblica del Leone fu un esempio di sistema politico complesso ma efficace. Nei territori in cui la Serenissima estese il suo dominio, impose un sistema politico-amministrativo che, pur centralizzato, seppe adattarsi alle peculiarità culturali delle differenti regioni governate.
Nel’500, mentre cadevano, non senza resistenza, i domini orientali sotto l'assalto dei Turchi, la scoperta dell'America deviava i traffici, fonte della ricchezza veneta, dal Mediterraneo all'Atlantico: fu l’l'inizio d'una lenta, inevitabile decadenza.

Oderzo
L’antica Opitergium si formò a partire  dall'XI secolo a.C. per opera dei Paleoveneti e dopo essere passata pacificamente sotto il dominio romano, raggiunse il massimo splendore nel I-II secolo d.C. La città, densamente popolata, rappresentava un punto strategico per i commerci a nord dell’impero. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce innumerevoli ed importanti reperti: fra questi i monumentali resti del foro,  che si possono ancora ammirare passeggiando per il centro della cittadina.
Le conseguenze della caduta di Roma si fecero sentire pesantemente e Oderzo fu distrutta a causa delle invasioni barbariche  e delle  guerre tra Bizantini e Longobardi. Quella che era stata una importante città romana, inizierà a riprendersi soltanto dopo l'anno 1000, senza mai tornare però agli antichi fasti. Nel 1380 Oderzo si diede alla Repubblica di Venezia e vi appartenne fino all'arrivo di Napoleone nel 1797. La città passò sotto il dominio austriaco nel 1815 e passò all’Italia nel 1866.
Nel 1917, nel corso della prima guerra mondiale, la ritirata di Caporetto causò alla città gravissimi danni, tra cui la distruzione dell'archivio comunale e lo scempio od il trafugamento di varie opere d’arte.

Al Ronchetto - via Argine Piave, 51 - 31040 Salgareda (TV)
Tel.
+39 0422.807201 Fax +39 0422 808976 e-mail: info@alronchetto.com Partita iva 03637360268
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